mercoledì 8 dicembre 2021

Grammofoni e Voci liriche dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano per il "Memorial Gigli 2021" a Recanati

"MEMORIAL GIGLI 2021", con il 'Belcanto Italiano Duo' (Astrea Amaduzzi, soprano e Mattia Peli, pianoforte) e il tenore Raymond Turci, giovane allievo dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano

- MEMORIAL GIGLI 2021 -

Su iniziativa dell’Associazione "B.Gigli" e dell’Assessorato alle Culture del Comune di Recanati, in collaborazione con l’Associazione Controvento Aps di Recanati, in occasione del 64° anniversario della scomparsa di Beniamino Gigli si comunica che:
domenica 12 dicembre 2021, alle ore 17,30, all’Aula Magna comunale si terrà l’evento “Memorial Gigli 2021” incentrato anche sul ricordo del soprano Rina Gigli.
A rappresentare lo squisito fraseggio della tecnica belcantistica italiana Il "BELCANTO ITALIANO DUO" costituito dal soprano Astrea Amaduzzi e dal Maestro Mattia Peli (pianoforte, organo) che nasce nel marzo 2011 per riaffrontare in una nuova veste raffinatamente musicale un ampio repertorio, spaziando dalla musica sacra all'opera italiana, dalla canzone napoletana alla musica vocale da camera. Il Duo che si è esibito in Italia ed all’estero, in diversi teatri ed auditori, collabora anche con compositori contemporanei, tra i quali Massimo Moretti di cui il Duo ha eseguito a Rieti in prima mondiale il suo "Interwoven Silences - New York 2011" e Leonardo Ciampa che ha dedicato ad Amaduzzi-Peli la sua lirica da camera "Pusilleco" nel 2020. Dall’ottobre 2018 sono docenti presso l’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano, in collaborazione con famosi cantanti lirici, tra i quali il celebre tenore Ugo Benelli. Con loro il tenore modenese Raymond Turci, giovane allievo dell’Accademia.

Il soprano Rina Gigli verrà ricordato dal prof. Gianfranco Lelj, nato a L’Aquila, ma cresciuto a Bologna. Dopo essersi laureato in lettere moderne, insegna, presso la cattedra di filosofia moderna, Storia del Cinema. La sua passione per il cinema lo porta alla fotografia come mezzo di avvicinamento per la settima arte. Dopo alcuni splendidi ritratti del soprano bulgaro Raina Kabaivanska, fa conoscenza con il regista Mauro Bolognini che, colpito da tali foto, lo scrittura come fotografo di scena per il suo film “Fatti di gente per bene” con Catherine Deneuve. L’eccellente risultato attira l’attenzione di Luchino Visconti, massimo regista europeo a quei tempi, che chiama Lelj a Roma per seguire la lavorazione del suo film “L’innocente” tratto da D’Annunzio.

Con i brani in programma di Rossini, Donizetti, Verdi, Bizet, Massenet, Boito, Mascagni, Puccini e Tosti, verranno eseguiti brani lirici dal vivo alternati ad ascolti di dischi, incisi da Beniamino e Rina Gigli su grammofono donato dagli eredi dell'attore di prosa, collezionista e ricercatore di trattati di canto lirico Mauro Benedetti, originali dell’epoca. I dischi selezionati per l'occasione provengono dall'archivio in continua espansione dell'Ass. "Belcanto Italiano" di Ravenna e del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano "B. e R. Gigli" di Recanati.
A presentare il concerto sarà il presidente dell’Associazione "Gigli" Pierluca Trucchia.  


Il "BELCANTO ITALIANO DUO" - costituito dal soprano Astrea Amaduzzi e dal Maestro Mattia Peli - si è esibito in Italia, in diversi teatri ed auditori, a Verona (Sala “Maffeiana” del Teatro Filarmonico), Alessandria (Teatro Parvum), Cremona (Teatro Filo), Bologna (Teatro Guardassoni), Ravenna (Sala "Corelli" del Teatro Alighieri), Recanati (Teatro Persiani), Chieti (Teatro Comunale "Marrucino"), Rieti (Teatro "Flavio"), Roma (Sala Accademica del Conservatorio S.Cecilia), e all'estero, a Varsavia (Stanislaw Wislocki House, Radziejowice Palace), Praga (Dvořák Museum) ed in Francia a Saint-Mandrier-sur-Mer (Salle Marc Baron). Nel 2011 ha inciso, al Teatro Comunale "Marrucino" di Chieti il cd "COLORI SONORI DI NAPOLI" - SOUNDING COLOURS OF NAPLES Neapolitan Songs & Dances from 1200 through the 20th Century.

ASTREA AMADUZZI, Soprano lirico di coloratura, eccelle particolarmente nel bel canto, in un ampio repertorio che si estende dal Barocco al Novecento.
Formatasi musicalmente negli anni '90, ha studiato prima flauto traverso, e poi canto lirico con Carmela Remigio, perfezionandosi vocalmente con Biancamaria Casoni e sul versante dell'arte scenica con Enzo Dara, giungendo a diplomarsi in canto presso il Conservatorio di Pescara “L. D’Annunzio” nel 2002.
Dal 2001 ha lavorato come cantante e strumentista per diversi enti teatrali italiani in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana (Teatro Grande di Brescia, Teatro Verdi di Pisa, Accademia Chigiana di Siena, Accademia Lirica Mantovana, Fondazione Toscanini di Parma) con Maestri del calibro di Massimo De Bernart, Antonello Allemandi, Alessandro Pinzauti, ed i registi Alberto Macchi, Simona Marchini, Pierpaolo Pacini, in particolare nelle produzioni di “Le Nozze di Figaro” (Marcellina), “La  Cenerentola” (Clorinda) e “Don Carlo” (Voce dal Cielo), e ha cantato in veste concertistica in innumerevoli auditori e importanti basiliche in Italia e all’estero (Polonia e Inghilterra).
Nell’ottobre 2005 è vincitrice unica, per la categoria femminile, del IV Concorso Internazionale di Musica Sacra di Roma. Nel giugno 2007 viene insignita del "Diploma d'Onore" al Torneo Internazionale TIM di Roma.  
E’ stata chiamata dalla RAI ad incidere la colonna sonora del documentario “Matteo Ricci, un gesuita nel regno del Drago” e presentato all’attenzione internazionale il 9 giugno 2009 all’Auditorium in Via della Conciliazione in Vaticano.
Nel 2012 ha fondato il primo Concorso Mondiale Online "Belcanto Italiano" e nel 2013 crea le “Belcanto Italiano Masterclasses”, nelle quali insegna tecnica vocale a studenti e cantanti provenienti da tutto il mondo, tenendo regolarmente seminari di canto lirico in tutta Italia e all'estero (in Francia, Austria, Polonia e Repubblica Ceca).

RAYMOND TURCI, giovane Tenore modenese, ha studiato canto lirico dal 2012 al 2016 nei Conservatori di Milano e Cesena. Allievo di Carlo Bergonzi nel 2013-14, ha in seguito partecipato attivamente a masterclass di canto con vari maestri e cantanti lirici. Ha interpretato il ruolo di Macduff nel "Macbeth" di Verdi al Centro "Croce Coperta" di Bologna nel 2016. Attualmente, dal febbraio 2021 sta perfezionandosi con il soprano Astrea Amaduzzi, fondatrice e docente di tecnica vocale dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano, giungendo nell'estate di quest'anno ad interpretare il ruolo del Duca di Mantova nel "Rigoletto" di Verdi a Castelvetro di Modena. E' stato chiamato a cantare brani sacri in memoria di Tito Schipa, nella Chiesa di S.Giorgio M. in Solignano, amena località in provincia di Modena in cui il celebre cantante leccese soggiornò nel periodo 1937-47, attorno agli anni del secondo conflitto mondiale.

MATTIA PELI, Pianista, compositore e direttore d'orchestra, è da sempre musicista eclettico, sia in campo esecutivo che didattico.
Formatosi musicalmente presso il Conservatorio "A.Boito" di Parma, ha studiato Violino con il Prof. Alessandro Simoncini (Nuovo Quartetto Italiano) ed il Prof. Ivan Rabaglia (Trio di Parma), diplomandosi nel 1998, Composizione con il M° Emilio Ghezzi e Pianoforte con il Prof. Orlando Calevro, diplomandosi nel 2001 (Diploma in Piano Performing), “with distinction”, con l'Associated Board of the Royal Schools of Music, London. Ha studiato direzione d'orchestra con il M° Julius Kalmar (allievo del celebre Hans Swarowsky), perfezionandosi con i Maestri Yuri Ahronovitch, Bruno Aprea ed Isaac Karabtchevsky, giungendo nel 2005 a diplomarsi in direzione d’orchestra sotto la guida del M° Manlio Benzi al Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro.  
Ha fondato nel 1997 a Parma l'Orchestra Aperta d'Archi “Giovane Emilia” debuttando con la stessa alla Corale “G.Verdi” di Parma in qualità di giovanissimo direttore nel 1998. Dal 2000 dà concerti come direttore d’orchestra (Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra Giovanile “Cherubini”, Orchestra d'archi ucraina della Casa Bavarese di Odessa, Orchestra rumena del Teatro di Cluy) e pianista solista e in formazione vocale da camera in diversi importanti teatri, auditori, chiese, sinagoghe, musei e sale in Italia, ed all’estero a Stoccolma (Library Hall of the Royal Castle), Londra (Spiro Ark Centre), Regensburg (Festsaal des Bezirks Oberpfalz) e Gerusalemme (Christ Church).  
Come compositore, le sue musiche sono state eseguite a Parma (Conservatorio di musica "A.Boito" e Teatro Regio), ed all’estero a Barcellona, Madrid, Tegucigalpa, Londra, Parigi e Taipei. Dal 2001 pubblica le sue composizioni con la Casa Editrice Musicale “L’Oca del Cairo” di Parma. 

Ricordando Beniamino Gigli, tenore e 'maestro' di tecnica vocale, a 130° anni dalla nascita - Diretta video con il soprano Astrea Amaduzzi ed il M° Mattia Peli

Ricordando Beniamino Gigli, tenore lirico e 'maestro' di tecnica vocale - 20 marzo 2020 - 130° anniversario della nascita del tenore recanatese - Diretta video con il soprano Astrea Amaduzzi ed il M° Mattia Peli

RICORDANDO BENIAMINO GIGLI, CANTANTE LIRICO E 'MAESTRO' DI TECNICA VOCALE - 20 marzo 2020 - 130° anniversario della nascita del tenore recanatese Beniamino Gigli - Diretta video con il soprano Astrea Amaduzzi ed il M° Mattia Peli -
Abbiamo dato "voce" al canto e alla parola dell'immortale Gigli in merito al canto lirico (citando e spiegando alcuni suoi consigli e lezioni dal carattere didattico del 1932, 1938, 1946 e 1955).

Nella trasmissione, a festeggiamento del cantante marchigiano, abbiamo ascoltato e commentato assieme alcuni brani: "LA DANZA" di Rossini, "M'apparì" dalla Marta di Flotow, la parte centrale di "Un dì all'azzurro spazio" dall'Andrea Chénier di Giordano, "Apri la tua finestra" dall'Iris di Mascagni e per finire "E lucevan le stelle" dalla Tosca di Puccini.

I principali punti tecnici che abbiamo toccato sono stati:
- la respirazione adatta al canto lirico
- la 'preparazione mentale' all'attacco del suono
- il canto "sul fiato"
- il suono "raccolto"
- il "chiaro-scuro"
- suono 'aperto'/suono 'coperto'
- l'adattamento delle vocali nel canto lirico
- il legato
- il passaggio alla zona "di testa"
- gli acuti
- il suono "avanti"

Buon ascolto e buona riflessione a tutti!!! W Gigli ed il belcanto italiano!


mercoledì 25 dicembre 2019

Belcanto Italiano celebra Giuseppe Persiani a Recanati: "PERSIANI RITROVATO", 28 dicembre 2019

Locandina di "PERSIANI RITROVATO", conferenza-concerto in occasione delle Celebrazioni di Giuseppe Persiani - Recanati, 28 dicembre 2019
"PERSIANI RITROVATO" è il titolo dello straordinario evento musicale che vuole festeggiare il compositore belcantista recanatese Giuseppe Persiani (Recanati 1799 - Parigi 1869), nei 220 anni dalla nascita ed i 150 anni dalla scomparsa: conferenza-concerto che avrà luogo a Recanati il 28 dicembre 2019, ore 21.00, alla Sala della Musica di Controvento, a coronamento delle Celebrazioni per Giuseppe Persiani, con il Patrocinio della Regione Marche.


Un'occasione unica di poter sentire eseguiti dal vivo, ed in un'unica serata, brani strumentali ed arie d'opera (da "Ines de Castro", non nella vers. orig. per la Malibran, bensì in quella per la Tacchinardi-Persiani poco conosciuta ai giorni nostri, riproposta dopo circa 180 anni di assenza) e di musica sacra (da "Abigaille") composte da Persiani, oggigiorno di rarissimo ascolto, nell'interpretazione del Belcanto Italiano Duo - Astrea Amaduzzi, soprano e Mattia Peli, pianoforte - al quale si aggiungerà anche il baritono anconetano Davide Bartolucci.
 Il M° Peli eseguirà, inoltre, un brano strumentale di Persiani per pianoforte solo - di cui ha ritrovato lo spartito antico - le Variazioni brillanti sul tema "La madre rea punisci" dalla "Semiramide" di Rossini.
La narrazione è affidata al ricercatore e musicologo Paolo Santarelli che guiderà il pubblico, tra una musica e un'altra, lungo la serata musicale. 

Il baritono Davide Bartolucci
Paolo Santarelli, ricercatore e musicologo

Negli ultimi anni il soprano Amaduzzi si è distinto a Recanati per aver interpretato in concerto al Teatro Persiani, il 7 maggio 2017, in duo soprano-pianoforte, la celebre romanza "Cari giorni", dal capolavoro operistico del Persiani "Ines de Castro" - esecuzione in prima mondiale in tempi moderni nella versione riscritta per la moglie Tacchinardi-Persiani nel 1839 - dopo che aveva già cantato in concerto all'Auditorium del Centro Mondiale della Poesia, il 22 giugno 2016, l'aria "Cari giorni" nella prima versione del 1835 composta per la Malibran.
Del compositore recanatese "la voce del belcanto" ha eseguito in concerto nella Basilica di Santa Teresa d'Avila in Roma, il 16 luglio 2017 (riproposta poi a Recanati nella suggestiva Cattedrale di S. Flaviano il 30 agosto 2017) - sempre in prima mondiale in tempi moderni - in versione soprano-organo, anche la Cavatina sopranile del bellissimo oratorio "Abigaille" composto da Persiani nel 1826.
Inoltre, il soprano belcantista ha cantato la Cavatina iniziale di Ines "Quando il core in te rapito", dall' "Ines de Castro",  con la cabaletta conclusiva "Nell'ebbrezza dell'amor", all'Auditorium del Villaggio delle Ginestre, il 20 ottobre 2018, in duo soprano-pianoforte (riproposta in seguito il 31 dicembre 2018 al Teatro Parvum di Alessandria ed il 30 maggio 2019 alla sala Armonia Cordium di Napoli): l'unico brano di Persiani che sia stato mai eseguito a Recanati, quando era in vita l'autore - fu la prima donna Teresa Asdrubali di Ancona alla sua "beneficiata", avvenuta in occasione dell'apertura del Teatro di Recanati, con l'opera di Bellini "Beatrice di Tenda", ad eseguire nel carnevale del 1840 questa Cavatina di Persiani. La riproposta dell'Amaduzzi è avvenuta a Recanati 178 anni dopo. 

Il soprano Astrea Amaduzzi
Ed è proprio all'Amaduzzi che, 'a sorpresa', è stato riservato l'onore di scoprire ufficialmente il busto del Persiani dello scultore Giuseppe Fortunato Pirrone, in occasione di "Persiani e il suo tempo" presso la Sala della Musica di Controvento, a Recanati il 20 dicembre 2019. 

Scoprimento del busto di Persiani

In questo video di presentazione il M° Mattia Peli invita il pubblico italiano ed internazionale all'importante appuntamento celebrativo:



Programma del concerto "PERSIANI RITROVATO" con gli artisti Astrea Amaduzzi, Davide Bartolucci e Mattia Peli - Sala della musica di Controvento, Recanati 28 dicembre 2019

PROGRAMMA DEL CONCERTO :

Selezione di brani dall'opera "Ines de Castro" di Persiani, nella seconda versione del 1839 scritta per la moglie Tacchinardi-Persiani, Rubini e Lablache :

Sinfonia dell'opera "Ines de Castro"
Aria di Alfonso IV re del Portogallo - "Oh Dio, qual benda...Le tue smanie...L'indegna ripulsa"
Scena e Cavatina di Ines - "Trascorsa è l'ora...Quando il core in te rapito...Nell'ebbrezza dell'amor"
Romanza di Ines - "Cari giorni a me sereni"
Scena ed aria ultima di Ines - "Quelle lagrime scorrenti"

Persiani - Introduzione, Tema, 5 variazioni brillanti e coda, per pianoforte solo (sul tema "La madre rea punisci" nella "Semiramide" di Rossini)

Persiani - Cavatina di Abigaille, dall'oratorio "Abigaille" del 1826 - "Oh stoltezza...Ma piegar quel duro core...Ma qual fiamma"

Belcanto Italiano Duo
Astrea Amaduzzi, soprano
Davide Bartolucci, baritono
Mattia Peli, pianoforte

Presentazione e letture a cura di Paolo Santarelli 


Il Belcanto Italiano Duo attorno al busto del Persiani, realizzato dallo scultore Giuseppe Fortunato Pirrone

sabato 14 dicembre 2019

PERSIANI RITROVATO - A Recanati le Celebrazioni di Giuseppe Persiani nel 150° anno dalla scomparsa

CELEBRAZIONI DI GIUSEPPE PERSIANI - "Persiani e il suo tempo" e "Persiani ritrovato" con il Belcanto Italiano Duo - Recanati, 20 e 28 dicembre 2019

Ricorre quest'anno il doppio anniversario del musicista Giuseppe Persiani, nato a Recanati l'11 settembre del 1799 e morto a Neuilly-sur-Seine, presso Parigi il 13 agosto 1869. Per celebrarlo e conoscerlo meglio, l’Associazione Controvento e l’Associazione Beniamino Gigli, hanno organizzato due conferenze-concerto dedicate a lui e al periodo in cui è vissuto. Entrambi gli eventi sono dedicati al Centro Aiuto alla Vita di Recanati.

La prima serata, che si terrà venerdì 20 dicembre alle ore 21.00, avrà come relatore Giuseppe Luppino, Bibliotecario dell’Università di Macerata. Il titolo del suo intervento è “Persiani e il suo tempo” e sarà un viaggio tra la musica a cavallo dei due secoli rapportato alla figura del Persiani e della sua famiglia. Durante la serata sarà scoperto il calco originale in gesso del busto di Giuseppe Persiani donato all’associazione dalla famiglia dello scultore Giuseppe Pirrone autore anche del busto di Beniamino Gigli che si trova al Teatro Persiani.

La seconda serata "Persiani ritrovato", in programma per sabato 28 dicembre alle ore 21, avrà come protagonista il duo Belcanto Italiano composto dal soprano Astrea Amaduzzi e dal pianista Mattia Peli e il baritono Davide Bartolucci. L’introduzione al concerto sarà curata dal Prof. Paolo Santarelli, regista e ricercatore musicale e storico.
Sarà eseguita una selezione di brani dall'opera lirica "INES DE CASTRO", capolavoro del Persiani, nella seconda versione del 1839 riscritta dall'autore per la Tacchinardi-Persiani, Rubini e Lablache: la Sinfonia, l'Aria di Alfonso IV re del Portogallo, la Scena e Cavatina di Ines, la celebre romanza di Ines "Cari giorni" e la Scena ed aria ultima di Ines, così come le interessanti Variazioni brillanti per pianoforte solo composte da Persiani sul tema "La madre rea punisci" nella "Semiramide" di Rossini e la Cavatina di Abigaille dall'oratorio "ABIGAILLE" di Persiani.
Al termine della serata sarà inaugurato il nuovo spazio dell’Associazione Beniamino Gigli e del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano Beniamino e Rina Gigli.

Gli eventi hanno il patrocinio della Regione Marche e dell’Ente Nazionale Associazioni Culturali, e sono stati realizzati in collaborazione con Iustissima Civitas, Stile ‘800, Duo Belcanto Italiano, Incontri d’Opera. L'ingresso è gratuito.

domenica 13 ottobre 2019

NOTE SACRE MARCHIGIANE a Recanati con il Belcanto Italiano Duo

Venerdì 18 ottobre 2019 alla Sala della Musica dell'Ass. Controvento A.P.S., in via Ceccaroni 1, alle ore 21,15 : "NOTE SACRE MARCHIGIANE" per celebrare San Luca evangelista, patrono dei medici.
Il concerto ha il patrocinio dell'Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Macerata ed è organizzato in collaborazione con l'Associazione Beniamino Gigli. 

NOTE SACRE MARCHIGIANE con il Belcanto Italiano Duo, formato dal soprano Astrea Amaduzzi e dal pianista Mattia Peli - Recanati 18 ottobre 2019

Il soprano lirico di coloratura Astrea Amaduzzi e il maestro Mattia Peli, al pianoforte, saranno i protagonisti della serata musicale, eseguendo musiche dei marchigiani Giovanni Battista Pergolesi (dal "Salve Regina"), Gaspare Spontini (dall'opera "La vestale"), Gioachino Rossini (dalla "Messa di gloria") e Giuseppe Persiani (dall'oratorio "Abigaille") compositore belcantista di grande valore ancora troppo poco eseguito e non sufficientemente conosciuto in Italia e nel mondo, del quale ricorrono quest'anno i 220 anni dalla nascita, avvenuta a Recanati nel 1799, ed i 150 anni dalla scomparsa, avvenuta a Parigi nel 1869. 

Prima della musica ascolteremo un intervento di Don Paolo Volpe sulla figura di San Luca.

Presenta Laura Borgognoni Pelati.

Ingresso gratuito - info: 320-9127249

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- NOTE ALL'ASCOLTO di Mattia Peli -
Concerto NOTE SACRE MARCHIGIANE per celebrare San Luca, Recanati 18 ottobre 2019



Gentile pubblico recanatese,
questa sera avremo la possibilità di ascoltare e godere di alcune bellissime musiche scritte da compositori marchigiani. Gli autori prescelti sono Pergolesi, Spontini, Rossini e Persiani, compositore quest'ultimo poco conosciuto in Italia e nel mondo, e la cui musica è attualmente assai poco eseguita.


PERGOLESI - Salve Regina

Iniziamo con il primo movimento di una delle antifone mariane composte da Giovanni Battista Pergolesi, il "Salve Regina" in la minore composto secondo lo studioso Radiciotti probabilmente nel 1730, quando ancora era studente a Napoli.
In questo brano vocale si nota, come nel resto della sua produzione, l'influenza della Scuola napoletana sul compositore di Jesi.
Infatti, dopo i primi studi di organo e violino nella città natale, durante i quali mostrò notevole talento, all'età di quindici anni, grazie al mecenatismo del Marchese Cardolo Maria Pianetti, fu ammesso nel celebre "Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo" a Napoli, dove ebbe modo di studiare composizione con alcuni dei più celebri autori della Scuola musicale napoletana, come Francesco Durante, Leonardo Vinci e Gaetano Greco.
Si diplomò nel 1731 a ventuno anni, componendo, come saggio finale, il dramma sacro "Li prodigi della divina grazia nella conversione e morte di san Guglielmo duca d'Aquitania"; nell'ultimo anno di studi aveva già composto un altro lavoro di pregio, l'oratorio "La fenice sul rogo, ovvero la morte di San Giuseppe".

Nelle note introduttive all'edizione del 1941 stampata a Roma da "Gli amici della musica da camera", si legge il seguente interessante commento al primo movimento di questo Salve Regina per soprano solo con accompagnamento di 2 violini e basso, il cui esemplare è custodito nella Biblioteca del R. Conservatorio di Napoli:
«Lievissima, quasi "aerea" l'introduzione strumentale evoca la purezza dell'atmosfera celeste avvivata da un palpito di umana tenerezza che si fa sentire nelle affettuose inflessioni dei due violini; la voce subentra e sviluppa il motivo melodico iniziale con soavità: notevoli per efficacia le invocazioni "et spes nostra, salve!" cinque volte ripetute con accenti toccanti per fervorosa insistenza.»

Lo storico e viaggiatore Charles Burney scrisse che «la chiarezza, la semplicità, la verità e la dolcezza d’espressione» della sua arte conferivano a Pergolesi una statura superiore rispetto agli altri compositori dell’epoca; ancora secondo Burney, la musica di Pergolesi, «perfino la musica sacra, dove le parti polifoniche appaiono ridotte e spesso procedono all’unisono, per quanto dia l’impressione di essere composta senza sforzo apparente, dischiude all’ascolto effetti assai più belli e notevoli di quanto non prometta la semplice lettura della partitura».


ROSSINI - Laudamus te

Nato a Pesaro, sebbene la famiglia fosse di Lugo di Romagna, il celebre "Cigno di Pesaro" non scrisse solo opere liriche nel periodo 1806-1829 come crede invece il grande pubblico, ma anche per esempio musica sacra e si dimentica spesso che egli studiò canto e si esibì come cantante da giovinetto prima di intraprendere l'attività di compositore. Delle musiche sacre da lui create ce n'è una in particolare che cadde nell'oblio sino alla ripresa in epoca moderna avvenuta nel 1972.
Come scrisse Herbert Handt, tenore e direttore d'orchestra, nell'introduzione allo spartito moderno: «(...) al giorno 24 marzo [1820], Rossini (...) stava lavorando ancora su una "Messa" che si doveva eseguire proprio in quel giorno. Questa messa, che secondo la cronaca del "Giornale delle due Sicilie" si era data nella chiesa di S. Ferdinando (di fronte al Teatro San Carlo), dev'essere stata la "Messa di Gloria". Rossini aveva avuto l'incarico di fornire la musica per le celebrazioni della festa dei Sette Dolori di Maria ("la festa de' Dolori di Nostra Signora") in quell'anno.»

Così conclude Philip Gossett la sezione dedicata alla Messa di Gloria nel suo eccellente articolo "Rossini a Napoli" scritto per il Centro Rossiniano di Studi nel 1971: «La Messa di Gloria è non solo un eccellente lavoro, ma un'opera della massima importanza. E' la prima musica sacra della maturità di Rossini, e per di più l'unica opera sacra di questo periodo di attività. Essa mostra l'influenza delle sue opere napoletane, soprattutto del Mosè in Egitto, nella maestria dell'orchestrazione, nella sicura padronanza di una larga scelta delle strutture musicali, mentre attesta un'assidua ricerca dello stile sacro del suo autore. ...La Messa è un lavoro che merita un'esecuzione, dopo un silenzio di quasi centocinquanta anni, ed è degna di entrare nel numero delle grandi musiche sacre del 19esimo secolo.»

La musica del "Laudamus te" è composta stilisticamente come musica operistica ma su testo sacro, ed è formata da due sezioni, il cantabile iniziale ricco di ornamentazioni e la brillante cabaletta alle parole "Glorificamus te" con la ripresa del tema che si presta alle variazioni personali dell'interprete che la va ad eseguire, come nel caso del soprano Astrea Amaduzzi che canta le variazioni di sua creazione ma sempre basate sul materiale tematico originale, come era in uso fare nell’epoca del Bel Canto del periodo compreso tra il ‘700 e la prima metà dell’800.


SPONTINI - O nume tutelar

Gaspare Spontini nasce a Maiolati, nelle Marche, allora parte dello Stato Pontificio. Di umili origini, venne inviato dai genitori presso lo zio paterno per intraprendere la carriera ecclesiastica, anche se i desideri e le inclinazioni del ragazzo erano rivolti verso la musica. Iniziò i primi studi musicali a Jesi; nel gennaio del 1793 viene accolto nel "Conservatorio della Pietà dei Turchini" di Napoli dove fu allievo, fra gli altri, di Nicola Sala, e ben presto cominciò a comporre.

Con "La vestale", tragédie-lyrique in tre atti, Spontini  riuscì nell'intento di inventare una grandiosità drammatica in sintonia con il clima spirituale e le esigenze  dell'epoca napoleonico-imperiale. Non a caso venne scelto un soggetto di aulica e sacrale nobilità.

Come riportato in "Teatri, Arti e Letteratura" del 20 febbraio 1840 : Il signor D'Ortigue nel suo libro - "Della scuola musicale italiana e tedesca" - cita alcuni aneddoti di celebri Compositori, coi quali dimostra quanto sia frivolo e facile ad essere cambiato il giudizio del Pubblico intorno alla musica, e quante lotte e quanti patimenti hanno dovuto soffrire i maestri che pure s'ostinarono a seguire la loro missione.
"Spontini aveva dato la Vestale all'Accademia reale di Parigi, e le prove andavano lentissime, anzi eransi intralasciate, perché quella musica era stata giudicata assurda, ineseguibile, impossibile. Avvenne che ad un Concerto dato dall'Imperatrice Giuseppina, un cantante ebbe il pensiero di eseguire un'aria di quell'Opera, che egli stava studiando. Volle fortuna che Napoleone entrasse in quel punto, e udendo cantare quell'aria, ne domandasse l'autore. Udito ch'essa faceva parte d'un'Opera che si andava protraendo, perchè giudicata ineseguibile, comanda all'Accademia che faccia tosto diventar possibile quel ch'essa aveva dichiarato impossibile, e da lì a pochi dì si rappresenta la Vestale con immenso successo, e Spontini ne trae la sua più grande rinomanza."

Impossibile non era, anche perché Spontini oltre ad essere compositore è anche stato l'autore di un metodo di canto conosciuto come "Ristretto di Esercizi per bene apprendere la maniera di canto, e lezzioni di portamento, di ornamento, ed espressione" scritto tra il 1798 e il 1800.

Nella celebre aria del secondo atto, "O nume tutelar", la protagonista Giulia, condannata alla pena capitale, prega per la salvezza del generale Licinius.
In questa straordinaria pagina operistica incontriamo tutta la delicatezza del 'bel canto' ed anche note acute, potenti e allo stesso tempo delicate.


PERSIANI - Cavatina di Abigaille

E siamo giunti all'aria solistica della protagonista dell'oratorio Abigaille di un giovane compositore recanatese, il belcantista Giuseppe Persiani: infatti egli scrisse quest'oratorio nel 1826 e risente ancora molto, nella scrittura compositiva, dell'influenza del Rossini.
Si tratta di una musica, come per il resto dell'oratorio, composta nello stile operistico dell'epoca ma su testo di un libretto che racconta una storia biblica.
La prima interprete del personaggio di Abigaille fu Agnese Costa, poi nella seconda rappresentazione per la festa dell'Immacolata concezione Persiani utilizzò un cantore Soprano della basilica di San Giovanni in laterano. La prima esecuzione avvenne il 6 Dicembre 1826, mentre la seconda l'8 Dicembre 1826 nella Chiesa di Santa Maria della Vallicella in Roma.
L'esecuzione della Cavatina avviene sulla base della mia riduzione per soprano e pianoforte (o organo) approntata a partire dal manoscritto della partitura orchestrale.
Anche quest'aria è formata da due sezioni, la prima in tempo Moderato è costituita embrionalmente dai primi tre elementi della struttura della "Solita Forma" operistica - "Recitativo, Cantabile, Tempo di mezzo" 1.OH STOLTEZZA, OH SOMMO ERRORE 2.MA PIEGAR QUEL DURO CORE 3.AH! CONSIGLIO, OH SOMMO DIO!) mentre la seconda, in tempo Allegro giusto, è costituita dall'ultimo elemento della "Solita Forma" operistica 4.MA QUAL FIAMMA, QUAL MAI RAGGIO.
Anche in questa cabaletta ricca di agilità virtuosistiche, che porta la voce sopranile a muoversi in un'ampia estensione, dal do diesis centrale al si acuto, potrete ascoltare nella ripresa del tema le variazioni personali del soprano belcantista Astrea Amaduzzi.

martedì 4 dicembre 2018

Recanati: Cerimonia di chiusura della mostra gigliana con il Belcanto Italiano Duo alla Chiesa di San Vito

Locandina cerimonia di chiusura della mostra "Beniamino Gigli una voce nel mondo"

Domenica 9 dicembre 2018, alle ore 18.00, si terrà presso la Chiesa di San Vito di Recanati la cerimonia di chiusura della mostra documentaria "Beniamino Gigli una voce nel mondo", allestita e curata da Luciano Scarponi, socio del Circolo Filatelico e Numismatico Recanatese con il patrocinio del Comune di Recanati – Assessorato alle Culture.

Nell'occasione, si esibirà il Belcanto Italiano Duo, formato dal soprano Astrea Amaduzzi e dal pianista Mattia Peli, fondatori del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano "Beniamino e Rina Gigli" di Recanati, che da alcuni anni collabora con l'Ass. Gigli promuovendo la figura del grande tenore recanatese con approfondimenti didattici, concerti ed eventi musicali.
Il Duo eseguirà celebri brani gigliani e canti sacri quali l'Ave Maria di Schubert e quella di Gounod, "Vergin, tutto amor" di Durante, il "Pietà, Signore" di Stradella, il famoso cantico natalizio "Minuit, chrétiens" di Adam, e l'antico suggestivo inno medievale "Ave generosa" composto dalla badessa Hildegard von Bingen, mentre il "Panis angelicus" di Franck verrà intonato dalla voce tenorile del Pres. della storica Associazione gigliana recanatese Pierluca Trucchia che duetterà con l'Amaduzzi.

Ingresso libero

martedì 20 novembre 2018

"Beniamino Gigli una voce nel mondo" - Belcanto Italiano in visita alla mostra gigliana alla Chiesa di San Vito di Recanati


Il mondo di Gigli visto attraverso medaglie, annulli filatelici e francobolli di pregio, foto, cartoline, cimeli, libri, dischi, documenti, articoli di stampa: questo il cuore significativo della pregevole mostra "Beniamino Gigli una voce nel mondo" allestita presso la Chiesa di San Vito di Recanati.
Centinaia di immagini hanno ricostruito una delle carriere tenorili più imponenti del '900, fatta da un uomo semplice e amico del popolo: Gigli è stato amato in tutto il mondo e la sua voce e il suo mito continuano a riecheggiare in ogni angolo della terra.

Il curatore di questa splendida mostra, Luciano Scarponi, socio del Circolo Culturale Filatelico Numismatico Recanatese, ha guidato i rappresentanti dell'Associazione "B. Gigli" e del CISBI Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano ® "Beniamino e Rina Gigli" di Recanati attraverso tutti gli espositori: un'azione nobilissima, quella di Scarponi, che merita non solo plauso ma anche attenzione; ed è per questo che riteniamo doveroso sia quest'articolo che l'intervista che segue.

--> VIDEO VISITA MOSTRA GIGLIANA - Servizio di "Belcanto Italiano"
 
 

La visita alla mostra documentaria è avvenuta nello stesso giorno in cui le Associazioni Gigliane sopracitate hanno organizzato, in occasione del 150° anniversario della scomparsa di Rossini, una giornata internazionale di studi sull'universo del Belcanto nella sede dell'Associazione "B. Gigli" di Recanati.

Un vero trionfo, ancora una volta, della grande qualità messa a servizio di sincero amore per l'arte e di affetto immutato per Gigli, cittadino del mondo e cantore di ogni popolo.

La mostra, inaugurata il 10 novembre scorso resterà aperta fino al 9 dicembre 2018 con orario di apertura al pubblico tutti i giorni dalle ore 17,00 alle ore 20,00.  

Non perdetevela ! Accorrete numerosi !


















venerdì 28 settembre 2018

Il Belcanto Italiano Duo in concerto: "DA LEOPARDI A GIGLI" - Viaggio a Recanati, tra poesia e musica

Locandina Concerto "DA LEOPARDI A GIGLI" - Recanati, 20 ottobre 2018

L'autunno recanatese continua all'insegna della valorizzazione dell'arte e del territorio marchigiano: la Cooperativa Sociale "la ragnatela" è lieta di presentare uno straordinario concerto intitolato "DA LEOPARDI A GIGLI, Viaggio a Recanati, tra poesia e musica" che avrà luogo sabato 20 ottobre 2018, alle ore 18,00 presso l'Auditorium del Villaggio delle Ginestre.

Il concerto è davvero di "spirito gigliano": nella condivisione gioiosa di grandi capolavori per il popolo, l'Associazione Gigli festeggia così anche la fondazione della Cooperativa "la ragnatela" nei suoi primi quarant'anni di presenza e lavoro sul territorio.

Il programma dell'evento musicale prevede l'esecuzione di brani di musica vocale da camera (nel genere della romanza e della tarantella), di arie d'opera, dall'epoca del bel canto al tardo Ottocento, e di originali pezzi pianistici, alternati alle letture leopardiane scelte, che saranno curate da Nikla Cingolani e Sergio Beccacece.

Le musiche, scelte dai fondatori del "CISBI", Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano ® "Beniamino e Rina Gigli", in collaborazione con l'Associazione "B. Gigli" di Recanati, composte da Mozart, Rossini, Vaccaj, Persiani, Donizetti, Mascagni, Busoni e Puccini, sono legate principalmente al mondo poetico di Leopardi e a quello del melodramma italiano: attenzione speciale è stata data al compositore belcantista Giuseppe Persiani e alla valorizzazione del tenore Beniamino Gigli, con diversi omaggi a questi tre grandi e storici cittadini recanatesi.

Sarà possibile gustare l'unione di poesia e musica, con le composizioni musicali "leopardiane" di Busoni e Mascagni che si ispirarono al componimento poetico "Il sabato del villaggio".
Omaggi gigliani sono invece i brani tratti dall'Elisir d'amore di Donizetti e dalla Bohème di Puccini, due opere liriche tra quelle interpretate spesso assieme da Beniamino e Rina Gigli in Italia ed all'estero, come pure la celebre tarantella napoletana LA DANZA.

Altro piccolo gioiello sarà l'esecuzione dell'aria da camera "Addio dorati sogni", in omaggio al compositore marchigiano ed insegnante di bel canto Nicola Vaccaj, a 170 anni dalla scomparsa, che fa parte del gruppo di composizioni liriche e cameristiche riscoperte grazie alle ricerche musicologiche di Paolo Santarelli, curatore ed organizzatore di rappresentazioni operistiche per "Incontri d'Opera".

Il Belcanto Italiano ® Duo in concerto
Gli interpreti principali di questo meraviglioso recital strumentale-lirico saranno il soprano lirico "di coloratura" Astrea Amaduzzi in duo con il maestro Mattia Peli al pianoforte, apprezzati esecutori già noti alla cittadinanza recanatese.

Il giovane tenore Francesco Curci nei panni di Don Basilio, nelle "Nozze di Figaro" di Mozart con la regia del grande Ugo Benelli a Genova - 19 maggio 2018
Sarà inoltre possibile ascoltare una "nuova voce" della lirica: il giovane e promettente "tenore di grazia" milanese Francesco Curci, attualmente studente di bel canto proprio sotto la guida del soprano Amaduzzi, docente di tecnica vocale rinomata in Italia ed all'estero, la quale sarà prossimamente impegnata in un'importante masterclass internazionale nella splendida città di Praga e, dalla fine di novembre, insegnerà stabilmente all'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano di Alessandria. 

Il soprano lirico Astrea Amaduzzi

Ma la "perla musicale" della serata sarà la Cavatina di Ines, la prima aria di coloratura dell'opera "Ines de Castro" di Persiani, che venne eseguita a Recanati per la prima volta nel carnevale 1840, in occasione dell'apertura del teatro cittadino con la rappresentazione della "Beatrice di Tenda" di Bellini, dalla prima donna, il soprano Teresa Asdrubali; essa eseguì proprio quest'aria per la sua "beneficiata" (la rappresentazione teatrale a beneficio particolare di uno degli attori che era un'usanza dell'epoca, oggi sostituita dalla cosiddetta «serata d’onore», la quale però non comporta speciali vantaggi economici per l’attore).

Il Maestro Mattia Peli

A differenza della romanza "Cari giorni", che costituisce la seconda aria di Ines, più volte riproposta a livello esecutivo negli anni recenti dal soprano Amaduzzi (all'Aula Magna, presso la Sede dell'Associazione Gigli, a Palazzo Dalla Casapiccola ed anche al Teatro Persiani), che possiede un'espressione più romantica nell'accento e nella linea vocale, e ricorda le atmosfere tristi di Bellini, la cavatina iniziale di Ines è più improntata, come potrete ascoltare, a mettere in risalto il virtuosismo brillante della coloratura di stampo rossiniano. 


Non mancherà da parte dell'artista Amaduzzi, come ormai siamo abituati a sentire nelle sue performance, l'intervento di ornamentazione-variazione di carattere spontaneo-improvvisativo che nella prima metà dell'800 era normale aspettativa da parte del pubblico e consueta pratica per i cantanti belcantisti, specialmente nella seconda parte della Cabaletta dell'aria del divo o della diva.

Paolo Santarelli
E' sempre grazie a Paolo Santarelli, infaticabile ricercatore e promotore del belcanto marchigiano che ha anche riscoperto recentemente il manoscritto dell'oratorio "Abigaille" di Persiani, che sarà possibile ascoltare un altro momento saliente della "Ines de Castro".
Di questo capolavoro di Persiani, nella rara seconda versione dell'opera, mai eseguita in tempi moderni, vanno ricordati i magici primi interpreti che furono: la Tacchinardi-Persiani, (celebre soprano e prima esecutrice assoluta della Lucia di Lammemoor donizettiana), il Rubini, ed il Lablache nel 1839 a Parigi e Londra. Di fronte al prezioso spartito, Santarelli non ha avuto dubbi nell'affidare alla "voce del belcanto" del soprano Amaduzzi, capace di passare da "messe di voce" e filati in pianissimo negli acuti a mirabolanti agilità vocali, la rinascita della vocalità della grande Tacchinardi-Persiani, moglie del geniale compositore recanatese.

Astrea Amaduzzi, la "voce del belcanto"
E' proprio nella dimensione dell'avvincente "riscoperta" di questi sommi capolavori musicali, ineseguiti da decenni o addirittura da secoli, che l'evento può essere definito, senza dubbio, imperdibile.


Programma musicale - Concerto "DA LEOPARDI A GIGLI" - Recanati, 20 ottobre 2018

PROGRAMMA MUSICALE, in dettaglio :

Concerto "DA LEOPARDI A GIGLI - Viaggio a Recanati, tra poesia e musica" - 20 ottobre 2018
Auditorium del Villaggio delle Ginestre, Recanati - ore 18,00

Belcanto Italiano ® Duo
Astrea Amaduzzi, soprano - Mattia Peli, pianoforte

con la partecipazione straordinaria del giovane "tenore di grazia" Francesco Curci

Letture leopardiane a cura di Nikla Cingolani e Sergio Beccacece


Prima parte:

F. Busoni - Marcia di paesani e contadine (Una festa di villaggio), op.32 per pianoforte solo - Allegro, non troppo - Più calmo - Tempo I. (1882) - Omaggio a Giacomo Leopardi

N. Vaccaj - "Addio dorati sogni", aria da camera (composta dopo il 1836) - Omaggio al compositore marchigiano ed insegnante di bel canto Nicola Vaccaj, a 170 anni dalla scomparsa

W. A. Mozart - "In quegli anni in cui val poco" (da "Le nozze di Figaro", 1786)

G. Persiani - Scena e Cavatina di Ines, "Trascorsa è l'ora - Quando il core in te rapito - Nell'ebbrezza dell'amor", dall'opera lirica "Ines de Castro" (nella 2nda versione per Fanny Tacchinardi-Persiani del 1839) - Omaggio al sommo compositore recanatese Giuseppe Persiani


- intervallo -


Seconda parte:

Puccini - "Donde lieta", romanza di Mimì (da "La bohème", 1896) - 
Omaggio a Beniamino e Rina Gigli

Puccini - "Piccolo Valzer", 1894 (Tema di Musetta: " Quando me'n vo' " - La Bohème, 1896) 
per pianoforte solo

G. Donizetti - "Quanto è bella, quanto è cara" (da "L'elisir d'amore", 1832) - 
Omaggio a Beniamino Gigli

G. Donizetti - "Prendi, per me sei libero" (da "L'elisir d'amore", 1832) - 
Omaggio a Beniamino e Rina Gigli

P. Mascagni - "Garzoncello scherzoso" - Allegro vivace 
(dal Poema musicale "A GIACOMO LEOPARDI", 1898) - Omaggio a Giacomo Leopardi

G. Rossini LA DANZA, tarantella napoletana (1835) - Omaggio a Beniamino Gigli


Il concerto è ad ingresso libero.


Per informazioni :

LA RAGNATELA
Tel: 071.7574254
email: laragnatela2004@gmail.com

sabato 4 agosto 2018

A Recanati il "Belcanto Italiano Duo" sotto le stelle di Palazzo dalla Casapiccola

 
Locandina Concerto Il Belcanto Italiano Duo sotto le stelle - Recanati 10 agosto 2018
 
10 agosto 2018: dopo i successi di Verona, Cremona e Ancona, il "Belcanto Italiano ® Duo" è chiamato ancora una volta ad essere un esempio di eccellenza dell'arte del bel canto. Dalle ore 20,45 il prestigioso "Palazzo dalla Casapiccola" di Recanati, dimora storica del ‘600/’700, aprirà le porte a quanti vorranno assistere a una vera magia del Teatro dell'opera in un palcoscenico naturale di grande spessore.

Il Belcanto Italiano ® Duo formato dal Soprano Astrea Amaduzzi e dal Pianista Mattia Peli, è nato nel 2011 per ri-affrontare in una nuova veste estremamente raffinata un ampio repertorio che spazia dalla musica sacra e operistica italiana a repertori rari, quali le canzoni e danze napoletane, dal '200 al '900, ed i canti ebraici scritti da compositori colti di musica classica, da fine Ottocento all'epoca moderna.

Il Duo si è esibito nelle maggiori città italiane in teatri, auditorium, sale da concerto e basiliche storiche e all'estero a Varsavia. Collabora anche con compositori contemporanei, tra i quali Massimo Moretti di cui il Duo ha eseguito a Rieti in prima mondiale il suo "Interwoven Silences - New York 2011".

La caratteristica principale che colpisce l'ascoltatore, e che contraddistingue i due musicisti, si può riassumere così : il cantante utilizza il proprio organo canoro non solo come voce sopranile, ma anche come strumento ed il pianoforte viene utilizzato non solo come strumento, ma anche come voce cantante, creandosi in tal modo un continuo dialogo, una compenetrazione di intenti e una simbiosi belcantistica unica nel suo genere, tra i due artisti, nel risultato sonoro.

Il recital lirico, organizzato dall'Associazione "B. Gigli" di Recanati, prevede omaggi musicali a Rossini, Leopardi, Persiani e Gigli valorizzando il territorio recanatese. Del soprano belcantista dalla voce angelica Amaduzzi, Beniamino Gigli junior di Roma, nipote del celebre tenore recanatese ha detto: “Astrea Amaduzzi, una cantante dalla tecnica insuperabile” ed ancora: "Il belcanto italiano sei tu”.

Musiche di Bellini, Chopin, Donizetti, Mascagni, Persiani, Puccini, Rossini e Verdi - Ingresso ad offerta libera


Programma del concerto :

Prima parte

V. Bellini - "Casta diva" (Norma, 1831)

G. Rossini - "Bel raggio lusinghier" (Semiramide, 1823) omaggio a Rossini nel 150° anniversario della scomparsa

F. Chopin - Variazione sul tema di Bellini "Suoni la tromba e intrepido" (I Puritani, 1835)

G. Donizetti - "Regnava nel silenzio... Quando rapito in estasi" (Lucia di Lammermoor, 1835) - omaggio a Fanny Tacchinardi-Persiani

- intervallo -

Seconda parte

G. Persiani - "Cari giorni" (Ines de Castro, 2nda vers. per Fanny Tacchinardi-Persiani, 1839)

G. Verdi - "E' strano... Ah fors'è lui... Sempre libera" (La Traviata, 1853) - omaggio a Beniamino e Rina Gigli

P. Mascagni - Intermezzo (Cavalleria rusticana, 1890)

G. Puccini - "Vissi d'arte" (Tosca, 1900)
 

NOTE DI PROGRAMMA, a cura di Mattia Peli

Il primo brano in programma, la preghiera della sacerdotessa Norma, rappresenta esemplificativamente il modello dell'aria d'opera nel bel canto italiano, con un notissimo cantabile belliniano arricchito di ornamentazioni dal sapore di melopea "orientale" nel quale il soprano è chiamato a mostrare note lunghe ed offrire fiati lunghi e la tipica "messa di voce" del periodo d'oro del melodramma.

Il secondo brano è la Cavatina di Semiramide, una delle opere ascoltate ed amate da Leopardi nella quale regna sovrana la coloratura, vale a dire le agilità vocali a cominciare da quelle più espressive nella parte iniziale, che è un misto di recitativo e melodia, fino ad arrivare a quelle più virtuosisticamente esteriori e brillanti nella parte finale più veloce della cabaletta, in cui il soprano ha l'occasione di aggiungere in modo estemporaneo, come si faceva nell'Ottocento, le proprie variazioni personali alla parte scritta da Rossini.

Segue una variazione di Chopin del celebre tema del duetto dei Puritani dell'amato Bellini "Suoni la tromba e intrepido" in cui il compositore polacco trasforma il tempo e il carattere focoso e marziale del brano originale belliniano in una sorta di contemplativo notturno.

Conclude la prima parte del concerto il cavallo di battaglia di una delle più celebri cantanti della prima metà dell'ottocento, Fanny Tacchinardi-Persiani, figlia dell'altrettanto noto tenore Tacchinardi e moglie di Giuseppe Persiani, il grande compositore belcantista recanatese che ci ha lasciato un oratorio e diverse opere liriche. Si tratta della prima aria di Lucia, ricca di ornamentazioni, trilli e agilità vocali, nella "Lucia di Lammermoor", opera scritta da Donizetti proprio per la Tacchinardi-Persiani.

A dare inizio alla seconda parte del concerto, la romanza cantabile "Cari giorni" dal capolavoro operistico di Persiani, "Ines de Castro", nella seconda versione scritta per la moglie Tacchinardi-Persiani nella quale la tessitura è spostata più in alto rispetto all'originale versione per la Malibran e che risulta più ricca di colorature, terminando con una bellissima ed intensa "messa di voce" su un la acuto.

Il secondo brano è la celebre Scena di Violetta nel primo atto della "Traviata" di Verdi, omaggio a Beniamino e Rina Gigli, i quali più di una volta in Italia e all'estero interpretarono assieme l'opera verdiana forse più nota e amata dal pubblico mondiale.

Segue il delicato e cantabile "Intermezzo" orchestrale della Cavalleria rusticana di Mascagni, tanto celebre da essere talvolta anche eseguito cantato sulle parole dell'Ave Maria.

A conclusione del concerto, abbiamo una delle più struggenti arie della lirica italiana: la "preghiera" di Tosca, personaggio che nell'opera di Puccini è una cantante "diva", cantata prima di uccidere Scarpia, la cui melodia ascende e sfoga in un intenso acuto, verso la fine dell'aria, alle parole "perché, perché Signor", cui segue un commovente 'filato' il quale preludia, arrendendosi al destino infausto, alla sua tragica morte che rappresenta anche, da un certo punto di vista, la conclusione di un'epoca e l'inizio di un nuovo secolo.

 
PAGINA EVENTO FB --> https://www.facebook.com/events/478039902620665/

Per informazioni

E-Mail: associazionegiglirecanati@gmail.com
Sito Web: www.beniaminogigli.it

venerdì 13 luglio 2018

Il soprano Amaduzzi, "Voce del Belcanto", nel nome di Gigli per i 40 anni de "La Ragnatela" - Recanati, 14 luglio 2018

Oggi 14 luglio 2018 la Cooperativa Sociale Onlus recanatese "LA RAGNATELA", nata nel 1977, festeggia i 40 di vita sul territorio.

Il soprano e deocente internazionale di Belcanto Italiano Astrea Amaduzzi assieme a Pierluca Trucchia, Pres. dell'Ass. "B. Gigli" di Recanati
A dare l'avvio ai festeggiamenti della giornata sarà la S. Messa celebrata da S.E. Monsignor Nazzareno Marconi alle ore 18,00 nella Chiesa del Convento dei Frati Cappuccini di Recanati con la straordinaria partecipazione musicale di Astrea Amaduzzi, pregievole soprano e rinomata docente internazionale di tecnica vocale del Belcanto Italiano, assieme alla voce tenorile di Pierluca Trucchia, Presidente della storica trentennale Associazione "Beniamino Gigli" di Recanati, accompagnati pianisticamente dal Maestro Mattia Peli.

Programma della Festa per i 40 anni de "La Ragnatela" - Recanati, 14 luglio 2018 - con la partecipazione musicale del soprano Astrea Amaduzzi, del Maestro Mattia Peli e del Pres. dell'Ass. "B. Gigli" di Recanati Pierluca Trucchia
L'esempio canoro vivente, che il pubblico domani sera a Recanati potrà ancora una volta gustare dal vivo, e di cui potrà constatare il valore qualitativo, nella "voce del belcanto" del soprano Amaduzzi, lo diceva anche Beniamino Gigli, val più di mille teorie e metodi di canto, venduti per ricette infallibili molte volte da parte di personaggi che si improvvisano maestri di canto ma che non sanno cantare o hanno sempre cantato male e non possono quindi produrre un esempio vocale professionale che sia un modello di perfezione per i singoli e la collettività :

"il miglior augurio che io sento di fare ad ogni giovane iniziato nel canto è quello di poter essere, durante i suoi anni di preparazione e di studio, amico e compagno di qualche artista provetto che trasfonda in lui il suo fervore di perfezione con quella che resta e resterà sempre la scuola migliore: L’ESEMPIO.
Io, vedete, non cesso e non cesserò mai di testimoniare la mia gratitudine alla grande Rosina Storchio, a fianco della quale, nei primordi della mia carriera, ho appreso più che con qualsiasi maestro.
In fatto d’arte, e specialmente a proposito del canto, la teoria risulta spesso impotente; ripeto che soltanto l’esempio vale qualche cosa; esempio che riuscirà tanto più fecondo, quanto più sarà il prodotto organico d’un lavoro sano e di uno spirito creatore..."

(Beniamino Gigli - "Confidenze", Istituto per l’Enciclopedia De Carlo, 1942)


Infatti, l'Amaduzzi con il supporto del Maestro Peli ha saputo dal 2011 ad oggi calamitare a sé centinaia di studenti di canto, dai principianti agli avanzati, e persino professionisti che hanno voluto avvalersi del suo dono dell'insegnamento e dell'esperienza del soprano abruzzese, che da oltre vent'anni a questa parte canta in Italia e all'estero in produzioni operistiche, concerti e recital, lavorando ed esibendosi sempre come solista per l'Accademia Chigiana di Siena, Teatro Grande di Brescia, Teatro Verdi di Pisa, Accademia Lirica Mantovana, Fondazione Toscanini di Parma, Teatro Sociale di Rovigo, Teatro Magnani di Fidenza, Teatro Verdi di Busseto, Teatro Alighieri di Ravenna, in particolare nelle produzioni di "Le Nozze di Figaro" (Marcellina), "La Cenerentola" (Clorinda) e "Don Carlo" (Voce dal Cielo), Teatro Guardassoni di Bologna, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro del Giglio di Lucca, Teatro dei Rinnovati di Siena, Teatro Comunale di Todi, Teatro Marrucino di Chieti, Teatro Filo di Cremona, Teatro Rossetti di Vasto, Teatro Comunale di L'Aquila, Teatro Flavio di Rieti, Teatro delle Emozioni di Roma e nella prestigiosa “Sala Maffeiana” del Teatro Filarmonico di Verona.

Il soprano belcantista Astrea Amaduzzi con Luigi Vincenzoni, nipote recanatese del celebre tenore Beniamino Gigli
Vincitrice unica, per la categoria femminile, nell'ottobre 2005, del IV Concorso Internazionale di Musica Sacra di Roma, nel giugno 2007 viene insignita del "Diploma d'Onore" al Torneo Internazionale TIM di Roma.
A Roma ha cantato in spazi prestigiosi quali Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, Chiesa di Santa Maria in Vallicella, Basilica di Santa Maria in Aracoeli, Basilica di Santa Maria sopra Minerva, Auditorium Università La Sapienza, Sala Paolina di Castel Sant'Angelo e Sala Accademica del Conservatorio di Musica "Santa Cecilia".

Il Belcanto Italiano Duo (Astrea Amaduzzi, soprano - Mattia Peli, pianoforte e organo) nella Cattedrale di S. Flaviano a Recanati in occasione del Concerto, dedicato a Beniamino e Rina Gigli, del 30 agosto 2017
La sua scuola è quella antica dell'età dell'oro della lirica. Allieva di Carmela Remigio (che studiò con Nicoletta Panni, allieva a sua volta del grande e storico soprano Giannina Arangi-Lombardi dagli indimenticabili "filati"), si é perfezionata con Leone Magiera, Pianista accompagnatore e Direttore d'orchestra preferito di Pavarotti, Claudio Desderi, Biancamaria Casoni, Barbara Demaio ed Enzo Dara.
Molto richiesta in particolare come "ricostruzionista della voce", ha insegnato regolarmente dal 2012 ad oggi a studenti e cantanti di tutti i registri vocali (provenienti da Italia, Inghilterra, Stati Uniti, Messico, Colombia, Cile, Brasile, Russia, Georgia, Germania, Belgio, Polonia, Croazia, Cipro, Iran, Turchia, Lettonia, Kazakistan, Taiwan, Singapore, Cina, Corea del sud) puntando alla rieducazione di errata impostazione vocale, attraverso l'insegnamento tecnico della Scuola di Belcanto Italiano che prevede principalmente: corretta respirazione diaframmatico-intercostale, uso dei risuonatori della "maschera", il "giro vocale", libertà della laringe, rilassamento della gola, risoluzione dei "passaggi" di registro, gestione dei registri "di petto", "misto", "di testa" e sovracuti, dominio dei "filati" (messe di voce, comprese) e delle "mezze voci", tecnica della coloratura per tutte le voci.


Dal 2012 è insegnante di Tecnica Vocale e Interpretazione di "International Music Lessons" e dal 2013 delle "Belcanto Italiano Masterclasses" e della "Belcanto Italiano Academy" (Roma, Lecce, Ravenna, Varsavia).
Dal 2015 è incaricata da Beniamino Gigli jr, nipote del grande Tenore Italiano, a rappresentare in Italia e nel mondo lo stile e la tecnica della Scuola di Canto, definendo Astrea Amaduzzi come “una cantante dalla tecnica insuperabile”; diventa così membro del “Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano ® Beniamino e Rina Gigli” di Recanati, ed è docente dei corsi di Studio ivi organizzati e instancabile ambasciatrice dell’arte del Belcanto nel mondo.

Il Belcanto Italiano Duo nella cantoria della Cattedrale di S. Flaviano a Recanati, vicino alla firma del tenore Beniamino Gigli

Come dichiarò Alfredo Kraus, in un'intervista pubblicata sul Parador de Nerja nel 1996:
¿tienes dominio del “fiato”, de los “agudos”, o de la “MESSA DI VOCE”?… muéstraselo al público siempre, pero sobretodo a quien está frente a ti esperando recibirlo… aunque vaya contra nuestros intereses, prefiero incluso las grabaciones particulares realizadas durante una representación… ahí no existen trucos, sólo el artista frente a su público.»

E la grande Emma Calvè disse già nel 1923, come riportato da Frederick Martens in "The Art of the Prima Donna and Concert Singer": "Sceglietevi una maestra che illustri i suoi intendimenti con la propria voce, quando vi sta insegnando. (...) Per me c'è sempre qualcosa d'illogico nel selezionare qualcuno vocalmente muto per insegnare le bellezze della produzione del suono. Se non potessi mostrare ai miei allievi ciò che intendo, attraverso l'esempio della mia voce non penso che mi dovrei sentire giustificata ad insegnare loro."


Il caso di Astrea Amaduzzi riunisce due rarità quello dell'ottima cantante e dell'ottima docente di canto, che la messa di voce, le agilità vocali e tutto ciò che costituisce il vero Bel Canto le offre e mostra costantemente nelle proprie performances pubbliche tanto quanto nell'insegnamento e "passaggio del testimone" alle nuove generazioni di giovani.


Non perdetevi la possibilità unica di ascoltare dal vivo questa eccezionale artista lirica.



Durante la S.Messa delle 18,00 ascolterete brani sacri "gigliani" quali l'Ave Maria di Schubert, il Panis angelicus di Franck, l'Ave Maria di Gounod-Bach e Pietà Signore di Stradella.